Masdar: un quartiere Laboratorio

1. Il contesto
Dove si trova Masdar? In che parte del mondo e in che tipo di caratteristiche geografiche, climatiche e culturali?
La zona del mondo è quella della Penisola Araba: la grande penisola che si allunga tra il continente asiatico e quello africano, separata da quest’ultimo dalla spaccatura del Mar Rosso e dall’Asia dal golfo Persico, che da questa parte del golfo viene denominato Golfo Arabo.
La penisola è suddivisa in 7 stati: Yemen, Oman, Emirati Arabi, Qatar, Bahrain, Kuwait e Arabia Saudita. A nord, la Giordania e l’Iraq, geograficamente ancora parte della penisola, vengono considerati come stati di confine. Ancora più a nord, il deserto siriano non presenta alcun limite geografico chiaro che possa segnare il confine.

2. La storia (la penisola e il mondo)
Abitata da oltre 130.000 anni, la penisola arabica ha avuto per due volte un impatto globale sulla storia del mondo. Nella seconda metà del VII secolo, la città di La Mecca vide la nascita del profeta Maometto, successivamente migrato a Medina e da qui partito alla riunificazione delle tribù d’Arabia sotto la bandiera dell’Islam. Nei cento anni successivi un vasto impero arabo musulmano si estese su un’area geografica che andava dall’India all’Asia Centrale, Medio Oriente, Nord Africa, sud d’Italia, sino alla penisola Iberica e ai Pirenei.
Dal VII secolo in poi le città sacre di La Mecca e Medina resteranno la meta del pellegrinaggio annuale dell’Hajj: uno dei cinque pilastri dell’Islam.
Negli anni ’30 del Novecento la scoperta di vaste riserve di petrolio (e successivamente di gas naturale), in particolare nel Golfo Persico, ridà alla penisola un ruolo chiave nella geo-politica globale.
Oggi, alle due estremità di questa regione, due guerre civili (con larghi coinvolgimenti globali) stanno devastando la Siria e lo Yemen ed in particolare le città di Aleppo e Sana’a entrambe meravigliosi gioielli e patrimonio dell’umanità trasformati in teatri di guerra, con milioni di civili costretti alla fame.

3. Abu Dhabi è la capitale degli Emirati Arabi Uniti. Ha una popolazione di circa 1,5 milioni di persone, per la maggior parte di origini non locali. E poiché (dopo la prima concessione petrolifera rilasciata alla fine degli anni ’30) il primo ritrovamento di petrolio avvenne negli anni sessanta, la città rimase sino a quel momento un piccolo villaggio di pescatori, coltivatori di datteri e allevatori di dromedari, per poi crescere improvvisamente nel corso degli anni ’70, con una pianificazione che prevedeva una crescita sino a 600mila persone…
Oggi la città è sede di molti mega progetti, mirati a rilanciarne l’immagine moderna e futuristica, facendone un luogo di attrazione turistica, culturale ed imprenditoriale. Se infatti il distretto culturale di Saadiyat Island con la realizzazione di tre grandi musei, il Louvre, il Guggenheim e lo Zayed National Museum e molte altre strutture, mira a diventare uno dei più importanti poli museali al mondo, Masdar City, nasce come il nuovo distretto scientifico e sperimentale della città. La prima città al mondo, interamente ad emissioni zero, pensata per cominciare a sperimentare un ipotetico futuro post petrolio. Un laboratorio di oltre 600 ettari di superficie, pensato per attrarre conoscenze e capitale umano, diventando un polo di ricerca scientifica avanzata nel campo dell’energia rinnovabile così come nel campo del futuro oro blu: l’acqua potabile!
Il progetto nato nel 2006 dalla
Abu Dhabi Future Energy Company ovvero l’agenzia governativa incaricata di sviluppare e commercializzare nuove soluzioni energetiche, va collocato nell’ambito della visione a lungo termine dell’UAE per il futuro del paese.  Una visione che immagina per il 2030 il passaggio da una economia dominata dal petrolio, ad una economia della conoscenza…

 

4. La costruzione cominciata nel 2008 è partita, oltre che dalla realizzazione di due grandi centrali solari (una locale e l’altra nel deserto), dalla realizzazione del cuore sperimentale della città: il MIST Masdar Institute of Science and Technology, un centro di ricerca e formazione avanzata sulle energie rinnovabili realizzato in collaborazione con il MIT.
Il MIST è uno dei primi edifici di questo genere al mondo ad essere completamente alimentato ad energia solare. Con un consumo d’energia ridotto di circa il 50% rispetto ad edifici simili negli UAE, il 30% dell’energia necessaria al suo funzionamento viene fornito dai pannelli sul tetto (utilizzati anche per aumentare l’ombra nelle strade sottostanti), il resto dell’energia proviene dal campo solare da 10 megawatt realizzato a terra, che cede però oltre la metà della sua produzione alla città di Abu Dhabi (in attesa del completamento di Masdar).
Anche i consumi d’acqua sono ridotti di oltre il 50% rispetto ai consumi dell’UAE (ma si punta ad una riduzione ancora più radicale visti i consumi altissimi del paese) e tutte le acque reflue sono trattate localmente. Ad oggi le acque reflue (grigie e nere) vengono unificate e trattate in un impianto di bioreattori a membrane (MBR): le acque trattate dovrebbero essere usate per l’irrigazione e per gli scarichi dei wc, i fanghi residui per il compostaggio.

5. La costruzione di Masdar è in ritardo e su alcuni aspetti (come la mobilità) è in corso una revisione del progetto iniziale. Ma queste difficoltà e revisioni non rendono il progetto meno interessante, anzi lo rendono più vivo e reale. Masdar è un progetto visionario, è ricerca, sperimentazione  e formazione insieme: è un progetto straordinario!!!

 

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Qui il video documentario sul progetto e sul cantiere della città da cui sono tratte molte delle immagini della presentazione.

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Qui un bel video sull’impronta ecologica dell’UAE e sulla modalità per ridurla…

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Qui il video ufficiale di Benvenuto a Masdar

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About paesaggisensibili

Architect and senior fellow of the McLuhan Program in Culture and Technology of Toronto University, I'm a member of the board of directors of the Italian National Institute of Architecture (IN/ARCH) in Rome, where since 2003 I am in charge of the Institute Master Programs. My studies are rooted in the fields of architecture and philosophy of science with a special interest in biology and anthropology. Key words for my research are: Man, Space, Nature, Technique, Webness, Ecology, Relations, Interactions, Resources, Energy, Landscape, Footprint, Past and Future. My goal is to build critical understanding of the present to suggest useful strategies to build the future.

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