Che Genere di Città

Felice di condividere la registrazione dell’incontro al BiArch – Bari International Archifestival.

Il mio intervento, dal ventesimo minuto, parte da un articolo recente di Federico Rampini per raccontare perchè, per costruire città più giuste e inclusive, è oggi necessario cambiare paradigma, andare oltre il “vinca il migliore” (il più titolato, il più bravo, quello col curriculum migliore) per fare spazio a chi è stato per centinaia d’anni (e anche millenni) escluso dalla vita pubblica.

La mia risposta a Rampini dunque mette in fila alcuni passaggi fondamentali (figure e testi) di una faticosa avventura intellettuale, in corso da circa 100 anni, che ha avuto per protagonisti ricercatori/ricercatrici e ativisti/e di origine non europea che, mettendo in questione la storia della modernità come una storia fatta fondamentalmente di scoperte scientifiche e geografiche, di “conquiste” positive per l’umanità, hanno illuminato il percorso di violenza che ha portato l’Europa a dominare, nei primi del 900, l’85% del pianeta. Una dominazione realizzata a partire dalla costruzione culturale dell’Altro come inferiore, e attraverso l’uso dell’architettura e dell’urbanistica come strumenti di segregazione e imposizione di strutture di potere mirate a contenere gli “Altri”.

Per questo la cosa che conta di più adesso, e a cui dovremmo mirare come architetti e come cittadini, è smontare, disfare, e riparare secoli di violenza e in tutti i modi possibili “fare spazio” cioè dare la precedenza, costruire per esempio corsi preferenziali per spingere le ragazze nella vita pubblica, nei ruoli istituzionali…

https://www.youtube.com/watch?v=TQnjFofxYM8&t=648shttps://www.youtube.com/watch?v=TQnjFofxYM8&t=648s

About paesaggisensibili

Architect and senior fellow of the McLuhan Program in Culture and Technology of Toronto University, I'm a member of the board of directors of the Italian National Institute of Architecture (IN/ARCH) in Rome, where since 2003 I am in charge of the Institute Master Programs. My studies are rooted in the fields of architecture and philosophy of science with a special interest in biology and anthropology. Key words for my research are: Man, Space, Nature, Technique, Webness, Ecology, Relations, Interactions, Resources, Energy, Landscape, Footprint, Past and Future. My goal is to build critical understanding of the present to suggest useful strategies to build the future.

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