Uno stadio 2.0?

Confronto rendering progetti nuovo stadio AS RomaImmagine ANSA

La sindaca Virginia Raggi parla di uno “progetto 2.0”, di uno stadio moderno ed ecocompatibile, di edifici costruiti nella miglior classe energetica e di sistemi di energia rinnovabile. Tutto questo naturalmente va benissimo, ma poiché le cubature delle torri erano state calcolate per il bilanciamento economico delle opere pubbliche richieste, se si vuole parlare di “sostenibilità ambientale e sociale” del progetto, bisogna capire cosa succede di queste Opere Pubbliche. Innanzitutto della mobilità: nella prima proposta presentata (maggio 2014) il proponente prevedeva che dei 60 mila utenti dello stadio soltanto il 25% (circa 15mila) utilizzasse il trasporto pubblico su ferro! Questo naturalmente è quanto di più insostenibile si possa immaginare (da molti punti di vista), da cui la richiesta della passata amministrazione di portare questa percentuale al 50%, attraverso il prolungamento della Metro B da EUR-Magliana a Tor di Valle, ma anche attraverso il ponte pedonale di collegamento con la stazione FL1 di Magliana. Di queste due opere la Raggi nel suo comunicato su “unostadiofattobene” non ha parlato.
Ma un collegamento Metro per uno stadio, così come la diversificazione delle linee di mobilità verso più quadranti della città, attraverso il ponte carrabile sul Tevere ed il collegamento con la Roma-Fiumicino, è assolutamente essenziale. Come si può pensare che si possa arrivare allo stadio da una sola strada?!
Purtroppo in tutto questo dibattito e gioco di forze si è parlato tanto di cubature e di taglio di cubature piuttosto che entrare nel merito delle necessità della città e della specificità del progetto. La sostenibilità urbana non è fatta soltanto da pannelli solari ed efficienza energetica (che naturalmente ne sono una parte integrante e costitutiva). Un’opera del valore dello stadio della Roma deve essere una grande occasione di riqualificazione di un quadrante che ad oggi ha infrastrutture ancora insufficienti. “Rivoluzionare il progetto” come detto dalla Sindaca Raggi, tagliando opere pubbliche importanti come il prolungamento della metro (quantomeno non citata dalla Raggi), e immaginando che parte di esse possa essere realizzata in un secondo tempo, in una città piena di quartieri in cui sono state realizzate le case ma non le opere pubbliche essenziali ad una vita civile, non ci sembra una grande conquista. Aspettiamo maggiori dettagli.

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About paesaggisensibili

Architect and senior fellow of the McLuhan Program in Culture and Technology of Toronto University, I'm a member of the board of directors of the Italian National Institute of Architecture (IN/ARCH) in Rome, where since 2003 I am in charge of the Institute Master Programs. My studies are rooted in the fields of architecture and philosophy of science with a special interest in biology and anthropology. Key words for my research are: Man, Space, Nature, Technique, Webness, Ecology, Relations, Interactions, Resources, Energy, Landscape, Footprint, Past and Future. My goal is to build critical understanding of the present to suggest useful strategies to build the future.

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