Visions

urbietorbi/UAP
Negli ultimi anni è andata aumentando la contrapposizione tra il centro storico e la periferia. Roma è cresciuta facendo leva sul turismo e sull’edilizia. La crescita della città, avvenuta nonostante un calo degli abitanti, non ha migliorato la qualità urbana e ambientale ed ha determinato un nuovo consumo di suolo e la perdita di aree agricole. Roma ha il primato tra le grandi città italiane del numero di autoveicoli per abitante, di consumo di energia elettrica e di acqua e della produzione di tonnellate di rifiuti. E’ ancora possibile proseguire un modello di sviluppo della città con le stesse modalità degli ultimi anni? Integrare le funzioni urbane, consentire la possibilità di muoversi, fruire degli spazi pubblici, migliorare gli aspetti ecologici e accrescere una dimensione sociale della città nel suo insieme sono priorità irrinunciabili da perseguire. Come renderle reali visto che le politiche urbane e di Piano finora non vi sono riuscite? Den-city

UAP
(Luca D’Eusebio, Silvia Cioli) si occupa di architettura, pianificazione e paesaggio. Progettazione urbana e paesaggio sono le attività prevalenti dello studio che ha sede in Roma ma opera a livello nazionale con attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e della partecipazione. Parchi, luoghi pubblici e architetture bioecologiche vengono progettati sperimentando modelli compatibili per la facilitazione delle interazioni sociali con attenzione per i bambini avvalendosi di strumenti di attualità come i contratti di quartiere e l’uso di tecnologie low-tech. :.. http://www.studiouap.it/

-postcard_01_ultimi_15_anni-postcard_03_dinamiche-postcard_02_turismo-postcard_04densita-postcard_06_agricole-postcard_07_trasporti-postcard_08_ambiente-postcard_09_visione

residenceroma/doppiomisto
Esplorare i territori incerti e nebulosi dell’abitare nella città di Roma ha portato l’astronave ad incontrare un organismo mutevole ed alieno, un pianeta insondato, un tessuto generato dalle implosioni di supernove e Soli, asteroidi e e sistemi collassati sulla ruvida schiena del tempo urbano,
ed alfine ecco apparire il monolito monco, privo di nucleo e di una centro. Una costruzione parallassica. Donutcity è dunque questa presenza che incombe sulla nuda schiena del tempo futuro di una città millenaria oggi per scelta disarticolata e cava. Promotori di sviluppi puntuali come di gocce di cioccolato o crema, sciroppo d’acero versato distrattamente sull’orizzonte piatto, case e case inaccessibili agli abitanti delle Zone mutanti, inaccessibili alle famiglie delle province di Degoba o Aldebaran, montagne di case, vulcani di stanze, distese di ampi terrazzi ad uso privato. Ed il mercato spinge e cresce il Prodotto interno come lardo si è fatto lordo ed il mercato tira: nel sistema millenario di questa galassia eterna e stanca, lasciva come una pigra matrona de borgata: semo gente de borgata! una volta era orgoglio di popolazioni interstellari oggi sembra l’eco di un Han Solo fissato nella grafite o nel tufo di questa terra dissodata di fresco, morsa dalle mandibole d’acciaio di migliaia di gru e caterpillar: Roma trema, dalle falde dei castelli fino alle rive del tevere non più Biondo, forse –chissà- mondo, od immondo. L’ultima Roma residenziale è una ciambella in mano di infante, immersa fino al fondo, imbevuta di laterizio e conglomerato, la donutcity è cappuccino di calce in idioma balcanico

doppiomisto
(Cecilia Anselmi, Andrea Ciofi degli Atti, Carlo Prati, Sole Zamponi ) formato nel 2003 lo studio si fonda idealmente sulla necessità di far convergere nell’esperienza collettiva il percorso individuale di ogni singolo componente maturato attraverso antecedenti o parallele esperienze sia lavorative che di ricerca, un “laboratorio progettuale” basato sul confronto e nel quale possano confluire molteplici istanze legate alla dimensione contemporanea del progetto, da quelle proprie del rapporto tra architettura ed archetipo, fino all’indagine rivolta a riportare al centro dell’interesse della disciplina e della ricerca i temi dell’ “architettura necessaria” :.. http://www.doppiomisto.net/

51234Doppio-ultima-cartolina

cittàinformale/ellelab+lens
Focalizzare l’attenzione sulla città  informale vuol dire portare in superficie ed evidenziare tutte quelle forme effervescenti ed in continua mutazione di appropriazione del territorio che in qualche modo esprimono un diritto non ancora riconosciuto, al fine di trasformare un atto illegale singolo e isolato nell’ espressione di nuovi bisogni sociali diffusi che si stanno configurando in termini di emergenza.
La ricerca, che è da considerarsi ancora come un lavoro in divenire,  si pone come obiettivo quello di mettere a sistema un serie di dati diversi, al fine di ricomporre uno sguardo unico su un fenomeno sociale disaggregato: le occupazioni e i campi rom, la residenza e dell’emergenza abitativa a Roma; i punti di accoglienza per i senza tetto (dove mangiare, lavarsi e dormire a Roma), gli spazi pubblici informali come forme di appropriazione di spazio ed uso diverso da parte di comunità migranti; i centri sociali come luogo di aggregazione e produzione culturale alternativa.
Il confronto di questi fenomeni e la loro visualizzazione su mappa, permette di comprendere le trasformazioni dell’area urbana e permette di capire come e quanto questo fenomeno incide ed ha inciso nel cambiamento della città, quali nuovi usi e appropriazioni del territorio vengono prodotte, quali nuovi modelli di convivenza e usi dello spazio pubblico sono già in atto in luoghi che spesso la “città formale” dimentica (per fortuna!!!) o volutamente abbandona. 

ellelab
Sara Braschi (27-09-1976), Maria Teresa Bruca (27-07-1976) ellelab è un gruppo di architetti formato nel 2003. Il gruppo lavora sull’osservazione e la conoscenza delle pratiche, l’uso dello spazio e la capacita di trasformazione dello stesso da parte di chi lo abita. Ellelab, attraverso la  progettazione partecipata, si fa da tramite fra gli abitanti e le istituzioni per evidenziare  tutte le idee, i potenziali, le invenzioni  e le relazioni  che tessono il territorio.

Cittainformale_00Cittainformale_01Cittainformale_02Cittainformale_04Cittainformale_05Cittainformale_06Cittainformale_08Cittainformale_09Cittainformale_13

cittàbrand/mattia darò
I fenomeni / Il cuore di Roma, il centro storico con le sue icone e le sue aree di particolare valore storico/culturale, è sempre più caratterizzato da un incremento dei fenomeni del turismo, delle attività commerciali e di quelle legate all’intrattenimento.
Da una parte la forte immagine della città, che vive intorno ai suoi monumenti storici, dall’altra la mediatizzazione della società contemporanea alimentano un flusso incessante e sempre più ingente di persone che quotidianamente imperversa intorno ai luoghi iconici. Tale flusso è per lo più composto di turisti, persone che si dedicano allo shopping o al tempo libero: la lettura dei dati rivela come di fatto la città storica non appartenga più ai residenti stanziali ma piuttosto ad un uso rappresentativo di essa stessa – l’uso della città come un brand.
Nuove polarità / Questo intensificarsi dei fenomeni sopradescritti porta a chiedersi come può la città sostenere tali masse di persone, immaginando un continuo aumento di afflussi e la facilitazione di questi stessi che i nuovi progetti di mobilità permetteranno.
Si propone dunque di trovare delle nuove polarità che smistino i flussi di persone. Altre aree altrettanto iconiche dove strutturare nuove centralità che mettano insieme gli stessi desideri che il centro storico di Roma alimenta. Ovvero un modello che metta assieme beni culturali e ambientali con funzioni legate alle attività commerciali e all’intrattenimento
.

mattia darò
Nato a Roma nel 1973, si laurea in Architettura presso l’Università di Roma “La Sapienza” nel 2000. Consegue il dottorato di ricerca internazionale “Villard d’Honnecourt” nel 2007 discutendo una tesi dal titolo ”Branding Rome” sulla trasformazione dell’immagine di Roma causata dai fenomeni del turismo, del consumo e dell’intrattenimento. Svolge attività didattica presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre, collaborando ai corsi di progettazione architettonica e urbana del Prof. Francesco Cellini.

Porta avanti un’attenzione alle tematiche urbane contemporanee, con particolare attenzione al nuovo ruolo dell’immagine (quella dei media, del design e quella estetica)all’interno delle nuove strategie di programmazione delle trasformazioni della città, fondendo l’esperienza maturata nel campo della progettazione di allestimenti, eventi e progetti di comunicazione (con la società darò&darò a.c.a.) a quella di consulente (dal 2004 al 2006) del Comune di Roma per l’ufficio U.O.11 – Interventi di Qualità in importanti programmi urbanistici complessi.:.. http://www.daro-daro.com/

00_cover03_cartolina0201_cartolina0002_cartolina0104_cartolina0305_cartolina0406_cartolina0507_cartolina0608_nuovi-nodi

infracittà/tspoon
Colonne di macchine ferme che entrano ed escono: la città straborda silenziosamente oltre i confini di ciò che chiamiamo Roma.
Nervature rigide e stanche di ferro e traversine trasportano lenti carri di abitanti di città.
La linea del ferro disegna le pieghe del tessuto urbano.
E’ qui che si consuma il conflitto tra infrastruttura e città.
E’ questo il terreno, fertile perché continuo, dove immaginare un nuovo spazio pubblico metropolitano e nuove risorse per una mobilità urbana sostenibile.

tspoon
(Nina Artioli, Matteo Di Sora, Paola Fusco, Alessandra Glorialanza, Fabrizio Glorioso, David Rizzuti, Davide Sacconi, Eliana Saracino, Michela Spugnini, Daniela Pastore)
Tspoon è una piattaforma aperta transdisciplinare che estende i confini della sua ricerca dal “cucchiaino” alla città. Un laboratorio permanente che opera sulle relazioni spaziali ed umane, definendo campi d’indagine molteplici e simultanei, e agisce come catalizzatore dei processi di trasformazione dei sistemi spazio-uomo ad ogni livello di complessità. :.. http://www.tspoon.org/

_01_05_06_07_08_11_09_10_14_12_15_13

activelandscape/unpacked
L’ Hertzian Space è lo spazio invisibile e impalpabile delle onde elettromagnetiche nel quale siamo da sempre immersi (infatti anche la luce e’ un particolare tipo di onda con una specifica lunghezza e ampiezza per esempio).
Ma negli ultimi anni questa dimensione è stata arricchita dalle onde emanate dai telefonini, dai dispositivi di trasmissione wireless, dai satelliti, dai radar e via dicendo, i quali costituiscono un fenomeno recente di fortissimo cambiamento che coinvolge la condizione economica, politica, architettonica e urbana delle nostre città: una sorta di ultima citta’ fluida e mutevole e che si sovrappone alla citta’ solida costruita. Active Landscape si propone di far emergere questo fenomeno con una serie di mappature dirette e cercando di comprendere come l’architettura possa cogliere l’occasione di lavorare al confine tra l’astrattezza immateriale e la concretezza materiale attraverso l’elaborazione di scenari di appropriazione e uso pubblico dei “territori” elettromagnetici”, che immaginiamo in qualche modo “abitabili”.

unpacked
Architetti con base a Roma, e’ stato costituito nel gennaio 2004 da Daniele Mancini (1974) e Irene Rinaldi (1975) con i fondi per l’Imprenditoria Giovanile della Comunita’ Europea. Si occupa di strategie di intervento e riqualificazione urbana attraverso dispositivi di architettura Open Source. :.. http://www.unpacked.it/

0_active_landscape_cover1_mapping3_stat_b4_centro_storico_mapping_wifi5_active_landscapes

arcipelago verde/2a+p architettura
La strategia per la città di Roma è quella di utilizzare il concetto di ARCIPELAGO come forma organizzatrice e strutturante per le aree verdi, tanto all’interno del tessuto urbano storico e consolidato, quanto nelle aree marginali, i luoghi più instabili del territorio e maggiormente investiti da processi di trasformazione. L’idea iniziale è quella di tracciare semplicemente i confini di queste aree verdi, costruendo una mappa formale del sistema naturale della città. Le isole verdi avranno una identità conforme alla storia, alla loro struttura sociale e alle loro caratteristiche ambientali, dipendenti dal territorio che le ospita. Zone verdi, dalla struttura diversa, sviluppate in maniera volutamente antitetica al fine di garantirne una loro diversità e identità propria. Se nella zona storica della città questi confini già esistono, e nelle aree consolidate hanno semplicemente bisogno di essere connotati, la vera difficoltà è nello stabilire questi confini nelle zone periurbane. Infatti sono proprio le aree vuote e instabili della periferia quelle più assoggettate ai voleri della trasformazione incontrollata e allo stesso tempo quelle che maggiormente necessitano di questa perimetrazione, tracciare cioè aree verdi nel verde. Queste isole verdi nel verde saranno cioè divise le une dalle altre da future espansioni del tessuto urbano, del costruito, e definiranno la struttura naturale della città futura. Le aree verdi, vere e proprie isole, formeranno un sistema con caratteristiche differenti pronte ad innescare nuove strategie di utilizzo e produzione. Le superfici naturali potranno penetrare in tutte le parti della città e contemporaneamente come fonte aggiuntiva di industrie e di occupazione. Una volta raggiunte le caratteristiche contenutistiche e formali delle aree verdi e raggiunta una immagine sintetica dello sviluppo naturale nella città l’obbiettivo è quello di elaborare modelli alternativi di uso e gestione di questi spazi.

2a+p architettura
Fondato nel 1998 da Gianfranco Bombaci (1975), Domenico Cannistraci (1975), Pietro Chiodi (1975), Matteo Costanzo (1973), Valerio Franzone (1974). Ha partecipato a concorsi nazionali internazionali ricevendo premi e menzioni, realizzando opere in Italia e in Spagna. 2A+P ha partecipato a mostre ed eventi internazionali esponendo progetti, video e installazioni. I suoi progetti e testi sono stati pubblicati su riviste internazionali come Domus, a+t, Volume, A+U, Prototipo, Costruire, Parametro, Metamorfosi. :.. http://www.dueapiup.it/

020103040506080910


galassiaroma
/
ma0/emmeazero
Benvenuti nella galassia Roma, dove una sorta di Big Bang urbanistico ha sparso nella campagna romana frammenti più o meno grandi di città, impianti urbani di varia foggia e natura, in gran parte (circa l’80% nell’ultima città) vere e proprie isole connesse al resto della città unicamente attraverso grandi infrastrutture per lentissimi servizi pubblici e moltissime automobili, vere e proprie astronavi individuali con cui attraversare gli inospitali spazi che le separano dagli altri frammenti dove si concentrano attività, commerci e servizi.
Questa condizione di frammentazione ricorda la casualità con cui un computer distribuisce temporaneamente i propri dati su disco… e fa pensare all’assenza totale di un amministratore capace di deframmentare e riconnettere i suoi cluster con una logica di prossimità.
Ma questa condizione di insularità può rivelarsi una risorsa importante qualora il vuoto che separa le varie parti diventi spazio abitabile, tessuto connettivo dove reti continue di percorsi di mobilità alternativa, attività compatibili ed ibridate con le reti ecologiche diventino l’impronta sostenibile di un altra città.

ma0/emmeazero
ma0 (Massimo Ciuffini, Ketty Di Tardo, Alberto Iacovoni, Luca La Torre) si occupa dal 1996 di progettazione architettonica, allestimenti e siti web; il campo di azione negli anni invece di restringersi si è allargato, per opportunità professionali ma anche per la convinzione che l’architettura sia un sapere di mezzo, etimologicamente un media, tra diverse discipline e geografie del territorio, strumento per la costruzione di spazi di relazione:… http://www.ma0.it/  

Ma0_01_galassiaromaMa0_02_ultimacittaMa0_04_morfologia_completamentiMa0_03_morfologia_isoleMa0_06_vuotiMa0_05_cittafuturaMa0_07_defragMa0_08_defrag

About paesaggisensibili

Architect and senior fellow of the McLuhan Program in Culture and Technology of Toronto University, I'm a member of the board of directors of the Italian National Institute of Architecture (IN/ARCH) in Rome, where since 2003 I am in charge of the Institute Master Programs. My studies are rooted in the fields of architecture and philosophy of science with a special interest in biology and anthropology. Key words for my research are: Man, Space, Nature, Technique, Webness, Ecology, Relations, Interactions, Resources, Energy, Landscape, Footprint, Past and Future. My goal is to build critical understanding of the present to suggest useful strategies to build the future.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: